I TAG RFID

I TAG RFID, LA CLASSIFICAZIONE IN BASE ALLE FREQUENZE D’IMPIEGO

I tag RFID sono classificati in base a bande di frequenza operative ben definite:

  • 125/134 kHz (LF Low Frequencies, solo per tag passivi, valida in tutto il mondo)
  • 13,56 MHz (HF High Frequencies, solo per tag passivi, valida in tutto il mondo)
  • 433 MHz (UHF Ultra High Frequencies bassa, solo per tagattivi, solo in Europa)
  • 860-960 MHz (UHF Ultra High Frequencies media, a seconda dei continenti che hanno potenze massime e bande di frequenze diverse)
  • 2,4 GHz (UHF Ultra High Frequencies Alta, principalmente per tag attivi, anche se esistono anche tag passivi, in tutto il mondo)
  • 5,8 GHz (SHF Super High Frequencies, solo tagattivi, utilizzati per l’accesso automatico alle autostrade a pagamento tramite Telepass)
  • 5,8 GHz (UWB Ultra Wide Band – 3,1 GHz-10,6 GHz -, solo tagattivi).

I tag LF e HF sono previsti dalle norme ISO come passivi (senza batterie) mentre quelli UHF e UWB possono essere attivi, semi-attivi e passivi.

VM Vision distribuisce tag UHF, ideali per applicazioni dove sono richieste distanze di lettura elevate, anche di alcuni metri. I tag UHF sono utilizzati principalmente per l’identificazione di pallet e di confezioni, nel settore automotive per la tracciabilità dei veicoli lungo le catene di montaggio per il controllo della produzione, per l’etichettatura di prodotti all’interno della catena logistica, per il controllo dei pedaggi autostradali.

La tecnologia UHF è utilizzata per implementare lo standard GS1 EPCGlobal (Electronic Product Code) che permette la condivisione delle informazioni logistiche fra produttori, distributori e

rivenditori, analogamente a quanto avviene per i codici a barre o i codici 2D Datamatrix.

L’EPC è lo standard GS1 che identifica in modo univoco e inequivocabile i singoli prodotti, registra le informazioni importanti per la movimentazione delle merci lungo la supply chain e le rende disponibili grazie alla radiofrequenza.

EPC è un codice univoco che riporta anche un numero seriale. Numero che identifica il singolo pezzo in modo inequivocabile, non solo il tipo di referenza, come invece fa il codice EAN. EPCglobal è una joint venture tra GS1 e GS1 US. Si tratta di un organismo istituito per ottenere l’adozione in tutto il mondo e la standardizzazione della tecnologia Electronic Product Code (EPC).
Attualmente l’obiettivo principale del gruppo è quello di creare sia uno standard mondiale per l’RFID, sia l’utilizzo di Internet per condividere i dati tramite l’EPCglobal Network.

I TAG RFID. LA CAPACITÀ DI TRASPORTO E LA VELOCITÀ DI TRASFERIMENTO DEI DATI

Considerando la capacità di trasporto dati, i tag vanno da 64 bit ad alcune decine di kbyte e le velocità di trasferimento partono da qualche centinaio di bit al secondo fino ad un massimo di 1 Mbit/s.

I TAG RFID. LE TIPOLOGIE DI COLLEGAMENTO

Le tipologie di collegamento dei Tag RFID sono due:

  • Induttivo o magnetico
  • Elettromagnetico

L’accoppiamento induttivo, o magnetico, è solitamente adoperato per sistemi con frequenze fino a 27 MHz e distanze operative che non superano il metro e mezzo. I transponder magnetici utilizzano la propagazione dei campi magnetici per trasmettere energia e dati dal reader al transponder e dati dal transponder al reader. Il loro pregio è che possono essere inseriti in quasi tutti gli oggetti poiché il campo magnetico è difficilmente schermabile e permea quasi tutti i materiali, esclusi i metalli magnetici e quelli altamente conduttivi. Uno dei limiti è dato dal fatto che, per potere essere letti correttamente, i tag devono trovarsi di fronte al reader in un preciso verso. Altre cause di disturbo per i transponder magnetici possono essere la presenza di fili elettrici alimentati che creano altri campi magnetici o di liquidi polari (come l’acqua distillata) che assorbono il campo magnetico. VM Vision distribuisce trasponder con collegamento magnetico.

L’accoppiamento elettromagnetico viene utilizzato quando la frequenza del segnale supera i 27 MHz. I transponder elettrici sfruttano la propagazione dei campi elettrici e riescono a comunicare con il reader qualunque sia l’orientamento. Il loro funzionamento può non essere corretto in presenza di materiali impenetrabili alle onde radio o in presenza di altre fonti radio aventi frequenza identica o multipla della frequenza utilizzata. I transponder elettrici sono inefficaci alle brevissime distanze e a quelle molto lunghe. In genere hanno un range di operatività che va da 1 a 10 metri.
Per potere raggiungere distanze maggiori si deve ricorrere ai transponder attivi che, grazie alla batteria incorporata, riescono a comunicare anche a distanze dell’ordine dei chilometri. Naturalmente, maggiori sono le distanze, più grandi saranno antenne e batterie.